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Liberalizzazioni

Decreto liberalizzazioni: no allo sconto agli “immobiliaristi” sull’IMU. Se ci sono risorse pubbliche che vadano ad alleggerire il carico fiscale per pensionati e lavoratori e detrazioni per inquilini.

Dichiarazione di Guglielmo Loy, Segretario confederale UIL

Se ci sono risorse pubbliche per attenuare l’impatto dell’IMU sulle famiglie, queste vadano utilizzate per alleggerire il carico fiscale di chi le tasse le paga fino all’ultimo euro, cioè i lavoratori e pensionati e non gli “immobiliaristi”.

La UIL è contraria all’ipotesi di diminuire l’aliquota IMU per gli affitti a canone concordato perché questa imposta non grava sugli inquilini, bensì sui proprietari.

E’ utile ricordare in tale senso che questi ultimi hanno già “goduto”, di un rilevante sconto fiscale con l’introduzione della cedolare secca con aliquote più basse dell’IRPEF.

Se la filosofia del Decreto “Salva Italia”, approvata tre mesi fa, era improntata a far pagare di più chi fino ad allora aveva dato meno al fisco, non c’è alcun motivo oggi per tornare indietro su tale impostazione.

Dunque, se ci fossero ulteriori risorse pubbliche esse dovrebbero essere indirizzate a correggere alcune “storture” dell’IMU sulla prima casa prevedendo detrazioni per i pensionati senza figli a carico, detrazioni per le famiglie che abbiano un disabile over 26 anni e detrazioni fiscali dell’affitto per gli inquilini.

Questo è un modo per rendere l’imposta sulla prima casa un po’ più equa.

Roma 21 Marzo 2012


Articolo Originale