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Riforma del catasto, Casero (MEF) promette il rispetto dell’invarianza di gettito

Secondo il viceministro occorre coordinare la revisione degli estimi con la tassazione locale sulla casa, in modo da correggere le attuali storture. La riforma del catasto è vincolata all'invarianza di gettito. Lo ha confermato il viceministro all’Economia, Luigi Casero, che in audizione alle commissioni Finanze di Camera e Senato ha sottolineato

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riforma catasto 3Secondo il viceministro occorre coordinare la revisione degli estimi con la tassazione locale sulla casa, in modo da correggere le attuali storture.

La riforma del catasto è vincolata all’invarianza di gettito. Lo ha confermato il viceministro all’Economia, Luigi Casero, che in audizione alle commissioni Finanze di Camera e Senato ha sottolineato la necessità di coordinare la revisione degli estimi con la tassazione locale sulla casa, in modo da correggere le attuali storture.

In riferimento agli schemi di decreto legislativo che il Governo intende emanare entro il prossimo 20 febbraio, previo ricorso al confronto con le competenti Commissioni parlamentari, Casero ha evidenziato la particolare rilevanza la materia del catasto, la cui riforma deve avere carattere strutturale, così da poter mettere a punto un sistema moderno, trasparente ed efficiente, tale da consentire, a gettito complessivo invariato, una migliore capacità operativa all’amministrazione finanziaria insieme con la massima possibilità di fruizione da parte dei cittadini.

DIVERGENZE TRA CONFEDILIZIA E L’AGENZIA DELLE ENTRATE. Sul punto fermo dell’invarianza di gettito, le posizioni di Confedilizia e dell’Agenzia delle Entrate sono divergenti. Secondo Confedilizia l’invarianza va stabilita e garantita a livello dei comuni, mentre per l’Agenzia delle Entrate la base deve essere nazionale, onde superare le attuali sperequazioni dei valori immobiliari tra le diverse città. Venerdì scorso si è tenuto in proposito un incontro tra le Entrate e le associazioni (LEGGI TUTTO).

CAPEZZONE: TEMPI TROPPO STRETTI. Sull’ipotesi che il Governo possa trasmettere alle Camere successivamente al 20 febbraio 2015 gli schemi di decreto legislativo attuativi delle parti di delega non ancora esercitate, il presidente della Commissione Finanze della Camera, Daniele Capezzone, ha messo in evidenza nel corso dell’audizione del viceministro Casero i “rilevanti problemi relativamente al rispetto dell’iter procedurale definito dalla legge n. 23 del 2014, come attualmente vigente, sia per quanto riguarda l’espressione del parere su di essi da parte delle Commissioni parlamentari competenti, sia per quanto attiene alla stessa possibilità di completare in modo ordinato e rispettoso del ruolo del Parlamento l’esercizio della delega”.

Capezzone ricorda, infatti, che ai sensi dell’articolo 1, comma 5, della medesima legge n. 23, le Commissioni parlamentari competenti per materia (le Commissioni Finanze di Camera e Senato) e le Commissioni parlamentari competenti per i profili finanziari (le Commissioni Bilancio), hanno 30 giorni di tempo dalla data di trasmissione degli schemi per esprimere il parere, termine che può essere prorogato di 20 giorni su richiesta delle Commissioni stesse, qualora ciò si renda necessario per la complessità della materia o per il numero dei decreti legislativi (esattamente l’ipotesi che si verificherebbe nel caso in cui il Governo esercitasse le parti della delega non ancora attuate).

Quindi, nel caso in cui gli schemi di decreto fossero trasmessi alle Camere e assegnati alle Commissioni già il 21 febbraio, il predetto termine di 30 giorni per l’espressione del parere scadrebbe il 22 marzo, soli 4 giorni prima della scadenza del termine di delega, fissato il 26 marzo 2015.

INDISCREZIONI LONTANE DAI CRITERI DELLA LEGGE DELEGA. Quanto al merito, Capezzone ribadisce che “i decreti devono in tutto e per tutto attuare i principi e i criteri direttivi contenuti nella legge delega. L’esempio è la scottante materia del catasto, che tocca la carne viva dei contribuenti, a maggior ragione in un settore – quello immobiliare – già gravato da una tassazione a mio avviso eccessiva e comunque controversa. La legge delega, all’art. 2, fissa principi chiarissimi a tutela del proprietario-contribuente, e si tratta di un articolo approvato sostanzialmente all’unanimità. Li ricordo in sintesi a memoria:

- partecipazione dei rappresentanti dei proprietari alle Commissioni censuarie;

- pubblicità di algoritmo e funzioni statistiche;

- algoritmo ispirato alla migliore letteratura scientifica;

- impossibilità di attribuire un valore superiore a quello di mercato;

- invarianza di gettito non solo come generica petizione di principio, ma come dato effettivo che, Comune per Comune, il Governo è periodicamente chiamato a dimostrare davanti alle Commissioni parlamentari;

- apertura alla tutela anche giurisdizionale del contribuente.

A parte il primo punto (la partecipazione dei rappresentanti dei proprietari alle Commissioni: cosa pretesa e ottenuta l’estate scorsa dalle Commissioni), su tutti gli altri punti si susseguono da settimane (senza smentita) indiscrezioni giornalistiche assai lontane dai criteri della legge. Occorre dunque chiarire preventivamente che non sarebbe accettabile l’elusione o peggio il tradimento di quei paletti fondamentali”.

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