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Nymphomaniac – Volume 1

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Lmanyadi Lars von Trier. Con Charlotte GainsbourgStellan SkarsgårdStacy MartinShia LaBeoufChristian Slater Danimarca 2013

Seligman (Skarsgard), di sera trova una ragazza, Joe (Gainsburg), svenuta ed insanguinata nel suo cortile; la porta a casa, la rifocilla e alle sue domande, lei risponde raccontando la propria vita: suo padre (Slater) era un medico e la ricopriva di affetto, raccontandole storie di alberi, mentre la madre (Connie Nielsen) era dura ed assente. La decenne Joe (Ananya Berg) stringe una grande amicizia con B. (Sophie Kasten), una sua coetanea sempre pronta ad inventare giochi fantasiosi e trasgressivi. Cresciuta, Joe (Stacy Martin) va dal giovane Jerome (LaBeouf) per perdere la verginità e lui la accontenta brutalmente. B. (Sophie Kennedy Clark) la sfida ad una gara a chi tra loro due si farà più viaggiatori sconosciuti in un breve viaggio in treno. Le due ragazze, insieme ad altre loro amiche, si giurano di non fare mai  sesso più di una volta con lo stesso uomo ma B., innamoratasi, rompe il patto e spiega alla delusa Joe che “L’amore è l’ingrediente segreto del sesso”. Joe invece continua a collezionare amanti. Un giorno, in cerca di lavoro, si presenta in una tipografia e, pur assolutamente inesperta, viene assunta; in realtà, l’azienda è momentaneamente gestita da Jerome che l’ha riconosciuta e le chiede subito di far l’amore su di un montacarichi, Joe rifiuta ma, in qualche modo, si innamora di lui, che, invece, non fa più avances. Jerome si sposa e lascia la tipografia e Joe, perso il lavoro, riprende la frenetica attività sessuale di sempre. Un giorno, solo per liberarsene perché sta per arrivare un altro, dice a uno di loro, H. (Hugo Speer), che lo lascia perché lui non abbandonerà mai la famiglia; dopo pochi minuti H. ritorna, comunicandole che ha appena lasciato la moglie (Uma Thurman); quest’ultima si presenta con i loro tre bambini e fa una tremenda scenata all’esterrefatta Joe. Il padre di Joe muore e lei , che lo ha accudito con amore pur accoppiandosi con chi le capita del personale ospedaliero per alleviare l’angoscia, sente in pieno la propria solitudine. Un giorno rincontra per caso Jerome e inizia con lui una vera relazione d’amore ma, perché la sua vita sessuale sia completa, alterna il sesso amoroso con Jerome, con quello infantile con il tenero F.(Nicolas Bro) e quello animalesco con il ferino G. (Chistian Gade Bjerrum).

“Nymphomaniac” è la terza parte della cosiddetta trilogia della depressione (gli atri due sono “Antichrist” e “Melancholia”) ed è diviso in due volumi (il secondo uscirà da noi il 24 aprile), della durata complessiva di circa 5 ore ma per ora ne sta uscendo una versione ridotta di circa 4 ore – sono stati tolti parecchi particolari di sesso esplicito ma non solo .Von Trier è sempre un autore controverso: ha creato ed imposto il dogma (un insieme di regole per un cinema essenziale e pauperistico) ed è il primo a disattenderlo, si è fatto cacciare da Cannes per dichiarazioni apparentemente filo-naziste ( ma in questo film fa dire a Seligman: “Sono anti-sionista , che non vuole affatto dire anti-semita!”), ha accettato che “Nymphomaniac” fosse circondato da un alone di morbosità ma – pur avendo tutte le scene di sesso che necessitano al racconto – in realtà ha composto l’opera più meravigliosamente disperata della trilogia (Joe dice “La vita è un’attesa di avere il permesso di morire”). E’ vero, inoltre, che, parallelamente al dogma, von Trier aveva dichiarato il suo interesse per una nuova pornografia ma considerare questo film, in qualche modo, apparentato con quel genere è come definire “Melancholia” un film di fantascienza (il titolo è il nome di un pianeta che sta per schiantarsi sulla Terra ma il significato è, ovviamente, tutt’altro). Non date retta a detrattori privi di libertà intellettuale, “Nimohomaniac” è un gran film , pari alle cose migliori del regista,  quali “Le onde del destino” e “Dancing in the dark”.

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One Response to Nymphomaniac – Volume 1

  1. dario cusani Rispondi

    15 aprile 2014 a 10:36

    Apprezzo von Trier, ma questo film l’ho trovato troppo mentale e marginale e va oltre l’estremo che finisce col non coinvolgere lo spettatore, senza alcuna emozione né positiva né negativa. Quindi inutile! Inevitabile spingersi “oltre” per chi fa l’artista e deve continuamente superare se stesso e gli altri, lo capisco, ma un “grande” artista è proprio quello che rimane nella normalità superando sempre se stesso e stupendo ogni volta lo spettatore. Credo che questo sia il difficile!

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