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The Reunion (Aterträffen)

Che fai? Provochi!?

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di Anna Odell. Con Anna OdellAnders Berg, Robert Fransson, Rikard Svensson, Niklas Engdahl, Minna Treutiger, Sanna Krepper.  Svezia 2013

Un gruppo di ex-compagni di scuola organizza una cena per ritrovarsi dopo vent’anni. Quando sono tutti a tavola, con un po’ di ritardo arriva Anna (Odell) che, alla fine del brindisi di Anders (Berg) pieno di retorica sui felici e formativi anni della scuola, si alza e ricorda come tutti loro, isolandola e ridicolizzandola, le avessero reso quegli anni un vero inferno, convincendola di essere brutta e inferiore; il goliardico Robban (Robert) cerca di buttarla sul leggero ma lei non ci sta e si rivolge a Rikard (Svensso), il bello della classe, e al protervo Nille (Engdahl) per rammentare come il primo durante una gita la avesse corteggiata per poi schernirla davanti a tutti mentre il secondo era solito dirle: ”Sei brutta. Perché non ti ammazzi?”. Ne ha anche per le ragazze: Minna (Treutiger) parlava con lei ma solo quando non c’era la sua amica del cuore Sanna (Krepper), altrimenti la ignorava completamente. La cena si interrompe e Rikard scommette che riuscirà di nuovo a farle credere di esserne innamorato. In effetti, apparentemente, la sua corte sembra rabbonirla ma, subito dopo, Anna va da Minna a chiederle conto del suo comportamento di allora; la ragazza scoppia a piangere e tutti gli altri, dopo averla spintonata, la caricano a forza su di un taxi. Ora siamo negli studi della produzione, dove la Odell sta lavorando al film e apprendiamo che le scene che abbiamo visto sono una finzione girata con attori; in realtà, lei alla festa non era stata invitata e ora sta cercando i suoi compagni per mostrar loro la scena e filmarne le reazioni. I pochi che raggiunge sono imbarazzati ma gentili, solo Malle (Malin Vulcano), colei che materialmente non le ha inviato l’invito, raggiunta sul lavoro le dice brutalmente che lei non era gradita. Comunque pacificata dall’aver messo su pellicola le sue frustrazioni, Anna sale su un tetto a godersi il panorama di Stoccolma con il suo aiuto-regista Erik (Erik Ehn).

Formalmente questo è il primo film della Odell ma, in realtà il suo saggio di fine corso del 2009, Okänd, kvinna 2009-349701, nel quale aveva inscenato un crollo nervoso e un tentativo di suicidio per essere internata in una clinica psichiatrica pubblica e mostrarne le carenze, era diventato un caso: lei ne aveva ricavato una piccola condanna per uso improprio di struttura pubblica e per resistenza alla polizia ma anche una certa notorietà e l’apprezzamento dell’intellighenzia svedese. Con La riunione lei si conferma – in qualche modo – erede del Situazionismo degli anni ’60 (il movimento di sinistra che con sortite provocatorie si proponeva di mostrare le falle della società), facendo anche scuola. Pochi anni più tardi (The reunion è del 2013), infatti, Robert Ostlund, dopo aver vinto nel 2017 la Palma d’Oro a Cannes, era stato candidato all’Oscar con The square, storia del direttore di una galleria d’arte moderna con varie opere di ispirazione post-situazionista; in particolare il nerboruto protagonista di una scultura vivente che picchia i partecipanti al suo vernissage ricorda da vicino la prima parte di questo film. Naturalmente il concept fa venire in mente uno dei capolavori del movimento Dogma, Festen (1988) del danese Thomas Vinteberg; però, al di là del modo assai diverso di effettuare le riprese, il film della Odell, pur non attraversato (come Festen) dal tragico tema dell’abuso familiare dei minori, ha una verità e una capacità di profondo coinvolgimento di rara efficacia. E’ certo un’opera sul bullismo ma, soprattutto, è il racconto della creatività che nasce e si stempera in una dolorosa e fecondissima solitudine (quella, nel contempo, universale ma anche peculiare del paese descritto da Erik Gandini nel suo La teoria svedese dell’amore). In Svezia The reunion ha vinto – cosa assai rara per un esordio – due premi Guldbagge (l’Oscar svedese). Non è facilissimo trovarlo ma, se potete, non perdetelo.

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