Un baule pieno di gente: storia e storie di Antonio Tabucchi, a Corviale in biblioteca


Lunedì 31 marzo vi invitiamo a passare una bella serata su Antonio Tabucchi. Si inizia alle 19 presso la Biblioteca Renato Nicolini, via Marino Mazzacurati 76, Nuovo Corviale.
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Antonio Tabucchi
A due anni dalla scomparsa dello scrittore e traduttore pisano la biblioteca Renato Nicolini dedica a lui una serata, ci accompagnerà dentro la vita e l’opera di Tabucchi Dario Pontuale giovane critico e scrittore romano. La serata sarà allietata anche dalle note del musicista Alfredo Tagliavia. A seguire, ore 20.30, proiezione del film tratto dal romanzo  “Notturno Indiano”.Dario Pontuale ha collaborato con l’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico ed attualmente collabora con le riviste letterarie “Aghios: quaderni di studi sveviani”, “Esperienze Letterarie”, “Soglie”, “Narrativa” e “Medioevo Letterario italiano”. Autore nel 2007 del libro “La biblioteca delle idee morte” premiato con il “Mario Soldati”, nel 2009 de “L’irreversibilità dell’uovo sodo”, entrambi edizioni Il Filo e nel 2012 “Nessuno ha mai visto decadere l’atomo di idrogeno” ed. Bordeaux.

Il Film
Un viaggiatore senza nome arriva a Bombay alla ricerca di un amico. Prosegue verso sud, verso Goa, passando per Madras, ma è una pista falsa. Il mistero non è nel ricercato, ma nell’investigatore: il suo è un viaggio iniziatico. Se non fosse per la conclusione ciancicata, sarebbe un film perfetto come una conchiglia chiusa in sé stessa, ma piena di echi. Il suo fascino inquietante nasce dal contrasto tra la concretezza della realtà e lo sguardo assorto e perplesso del viaggiatore, ora angosciato, ora attraversato da lampi di follia. La musica di Schubert risuona misteriosamente intonata a questo film multitonale. Adattato da un romanzo breve (1984) di Antonio Tabucchi, vinse il 1° premio al Florence Film Festival.AUTORE LETTERARIO: Antonio Tabucchi.
L’incipit del libro
Il tassista aveva una barba a pizzo, una reticella sui capelli e un codino legato con un nastro bianco. Pensai che fosse un sikh, perché la mia guida li descriveva esattamente così. La mia guida si intitolava: India, a travel survival kit, l’avevo acquistata a Londra più per curiosità che per altro, perché forniva sull’India informazioni assai bizzarre e a prima vista superflue. Solo più tardi mi sarei accorto della sua utilità. L’uomo correva troppo forte per il mio temperamento e suonava il clacson con ferocia. Mi parve che sfiorasse i pedoni di proposito, con un sorriso indefinibile che non mi piaceva. Alla mano destra portava un guanto nero, e anche questo non mi piacque. Quando imboccò Marine Drive parve calmarsi e si allineò tranquillamente in una delle file del traffico, dalla parte del mare. Con la mano guantata indicò le palme del lungomare e l’arco del golfo. «Quello è Trobay», disse, «e davanti a noi c’è l’isola di Elephanta, ma non si vede. Sono certo che vorrà visitarla, i battelli partono ogni ora dal Gateway of India».

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 Antonio Tabucchi
Dario Pontuale – http://www.stradariopontuale.com/