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Sicurezza nelle città: Accordo nella Conferenza Unificata del 24 gennaio

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In particolare :

  1. INCLUSIONE SOCIALE

Coerentemente con le indicazioni stabilite dall’art. 2, comma I-bis, del D.L. n. 14/2017, gli accordi tra Stato, Regioni, Province Autonome ed Enti locali potranno anche contemplare iniziative preordinate ad attivare progetti di inclusione sociale, con l’obiettivo del miglioramento della qualità della vita e alla riqualificazione socio-culturale delle aree e dei “distretti” interessati~ concentrando naturalmente l’attenzione su quelle più “in sofferenza”.
In questo senso, i programmi di azione potranno valorizzare il patrimonio delle banche dati territoriali e la possibilità per le Amministrazioni interessate di sviluppare agevolate sinergie tra le competenze sanitarie, urbanistiche e del welfare.
Tra gli ambiti delle iniziative possibili, la pianificazione urbanistica potrà valorizzare i criteri di sicurezza urbana, così come definiti dal Rapporto Tecnico TC 14383-2 “Prevenzione della criminalità attraverso la progettazione urbana”, approvato dal Comitato Europeo di Standardizzazione relativo ai principi e linee guida operative di prevenzione della criminalità e del disordine attraverso la progettazione degli edifici e la progettazione urbana. Le misure urbanistiche potranno inoltre promuovere l’uso sociale del territorio e migliorarne la fruibilità da parte della comunità, favorendo l’animazione degli spazi pubblici a fini di prevenzione. Lo spazio pubblico, attraverso il suo funzionamento, la sua gestione quotidiana e la sua positiva vitalità potrà essere, in quanto tale, strumento di mediazione e vettore efficace di vita sociale, destinato a facilitare il vivere collettivo.
La copertura del territorio da parte di operatori incaricati dell’animazione, sensibilizzazione, mediazione e inclusione sociale potrà inoltre garantire il contenimento delle tensioni, del sentimento di insicurezza, dei rischi, e migliorare la coesione sociale nonché la fruibilità ed il civile utilizzo dell’insediamento urbano.
Potranno essere favoriti programmi di mediazione e di risoluzione amichevole dei conflitti per creare e ripristinare i rapporti sociali, ove deteriorati e prevenire forme di violenza. Le azioni di prevenzione saranno finalizzate ad incoraggiare nelle città la partecipazione attiva dei cittadini all’attuazione di azioni concrete nell’ambito delle politiche sociali, giovanili, culturali, urbanistiche e alla loro valutazione sistematica.
In particolare potranno essere promosse le misure di sviluppo della comunità, che comprendono interventi indirizzati alla ricostituzione della dimensione comunitaria e al miglioramento complessivo delle condizioni sociali, abitative e dei servizi.
Le misure di prevenzione sociale andranno favorite in ambito educativo al fine di attribuire un ruolo pro-attivo delle scuole nel promuovere una cultura della prevenzione basata, fin dalla più tenera età, sull’educazione alla cittadinanza e alla legalità, sullo sviluppo della mediazione tra pari, su programmi che affrontino le questioni di genere e, per quanto riguarda il personale, sullo sviluppo. di competenze per la gestione dei conflitti quotidiani, così come delle situazioni di crisi. Unitamente potranno essere promossi percorsi di valorizzazione delle misure riparatorie, in quanto parte integrante del processo educativo all’interno degli stessi istituti scolastici, nonché sulla questione fondamentale dell’accompagnamento delle vittime e della riparazione dei danni causati.
L’obiettivo della prevenzione, in ambito precoce, potrà inoltre intervenire con misure di contenimento dei rischi durante i diversi stadi di sviluppo delle persone “a rischio”, con varie strategie, in contesti differenti, ma principalmente nella scuola, nella famiglia, nella comunità. È in questo quadro che potranno- in particolare essere sviluppate pratiche di intervento quali assistenza e counselling per migliorare le capacità genitoriali delle famiglie e interventi nelle scuole sui minori a rischio.
In tale quadro di interventi, andrà promosso un approccio di genere in tutte le politiche di sicurezza, ponendo l’accento sul fatto che non devono essere: considerate come politiche specifiche e separate dalle azioni di prevenzione sociale poste in essere a livello locale.

Testo integrale dell’accordo

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