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ROMA SU UNA BARCA CHE AFFONDA – 7 DOMANDE DI ALESSANDRA MAMMI’ ALL’ASSESSORE ALLA CULTURA

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"una scatola vuota"

“una scatola vuota”

(PER MANCANZA DI PROVE) FLAVIA BARCA SUL DISASTRO DEL TEATRO PALLADIUM, ENNESIMA MERITORIA ISTITUZIONE CULTURALE SVENTRATA DALLA GIUNTA MARINO

Domani l’annuncio che il Teatro Palladium sarà tolto alla gestione di RomaEuropa, l’associazione internazionale che nel mese di gennaio, grazie a Peter Stein ed Emma Dante, ha contatto 28 “tutti esauriti” – 10 anni di successi, pubblico fedele, conti in ordine. Ora diventerà una scatola vuota “per la formazione”. Ma di chi? Perché?…

Che dirà Flavia Barca assessore alla cultura, domani alle 12 a Roma in via dei Magazzini Generali 20, quando gran parte della cultura romana si riunirà per l’infausto annuncio che il teatro Palladium verrà tolto alla gestione di Roma Europa?

Ci sarà? Verrà a spiegare il perché di fronte a artisti, addetti ai lavori, giornalisti più quel che resta del Macro dopo analogo trattamento?

Elencherà i motivi che l’hanno convinta dopo 10 anni di programmazione, un bilancio in equilibrio, uno scenario internazionale, un pubblico fedele, a dimezzare il budget di uno degli appuntamenti più seguiti della capitale e a togliere il Teatro alla gestione del festival?

Dirà che cosa intende per “Rilanciare il teatro Palladium puntando, come elemento strategico, anche alla formazione”, visto che in gennaio il medesimo teatro puntando invece sulla buona programmazione con Peter Stein ed Emma Dante ha contato 28 tutti esauriti?

E poi lo sa Flavia Barca cosa le rimarrà in mano mercoledì 12 febbraio quando a soli tre giorni dall’ultima replica di Emma Dante, Roma Europa armi e bagagli sarà sfrattata senza colpa come gli anarchici di Lugano?

E’ consapevole che quel teatro che ha visto arrivare in Italia i più importanti artisti, registi,coreografi, ballerini che si chiamino Kentridge o Jan Fabre, Peter Stein o Bob Wilson è stato costruito pezzo a pezzo dal festival?

Sa che appartengono a Roma Europa le luci, le griglie dell’illuminotecnica, le apparecchiature del suono, tutta le scenotecnica insomma e persino un pezzo di palcoscenico che era inesistente e che è stato da loro allungato e allargato?

E Roma Europa porterà giustamente via anche quello, lasciando però le seggioline colorate che a rigor di logica son moralmente sue, visto che le ha disegnate in omaggio al festival il molto famoso scenografo Richard Peduzzi, il quale non avrebbe sollevato una matita per il Rettore di Roma 3, che ora rivendica la proprietà dello stabile.

Una scatola vuota, signora Barca, dove può giusto puntare sulla formazione. E spero ci spieghi presto quale. Come se la migliore formazione per un paese, per una città e per i suoi abitanti non fosse invece quello che ha fatto Roma Europa finora, trasformando il Palladium in un crocevia dell’eccellenza artistica internazionale.

Alessandra Mammì

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One Response to ROMA SU UNA BARCA CHE AFFONDA – 7 DOMANDE DI ALESSANDRA MAMMI’ ALL’ASSESSORE ALLA CULTURA

  1. Enrico Genovesi Rispondi

    10 febbraio 2014 a 06:50

    Vorrei aggiungere che esiste nella Città universitaria un teatro… o meglio un relitto di teatro che da anni aspetta di essere rianimato!
    …ma la forza della burocrazia schiaccia tutto, con le leggi, le norme, i conti e la logica del: “non è possibile!”

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