Ripartiamo dalle biblioteche


La motivazione della delibera del 30 dicembre 2014 sulle varie forme di partecipate del Comune di Roma è il risparmio. La delibera infatti è propedeutica all’approvazione del Bilancio. Ma perché allora vi è stata inserita l’Istituzione delle Biblioteche che è in attivo e, soprattutto, come mai a distanza di 27 giorni gli assessori del Bilancio e della Cultura non sono ancora capaci di quantificare questi risparmi fantasma?
Essi si sono limitati a dichiarare nel loro Comunicato stampa del 14 gennaio 2015 che:“il ritorno del sistema all’interno della struttura di Roma Capitale (…) ci permetterà (…) di semplificare le procedure (…)
L’unica conclusione possibile è che “si boccia l’autonomia ed il lavoro di questo servizio senza un perché”.
Noi invece ringraziamo un Consiglio di Amministrazione professionale e gratuito che, come noi, vuole “discutere di aumentare la presenza nei territori dove quasi sempre siamo l’unico presidio culturale progettando interventi di animazione, e di organizzare la collaborazione con le reti di biblioteche dei castelli e del litorale all’interno del percorso della città metropolitana (già Fiumicino ha chiesto di entrare nella rete della nostra Istituzione)”
Ed è su queste parole che il consigliere d’amministrazione dell’Istituzione Gioacchino Quirico ha pronunciato nell’affollata assemblea di stamattina alla Biblioteca Rispoli (con la presenza tra gli altri della Commissione Cultura del Comune) che vogliamo concludere, noi di Corviale Domani che conosciamo appieno il fondamentale apporto delle biblioteche nella nostra e nelle tante periferie, ribadendo che per tale motivo la questione non riguarda solo l’assessorato alla Cultura ma anche quelli delle Periferie, delle Politiche Sociali, della Scuola e Sport, dell’Urbanistica. E’ su questo piano che ai risparmi si coniuga l’aumento dei presidi culturali nei territori e su questo occorre aprire una discussione su cambiamenti radicali non più eludibili.

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