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Rifiuti Miniera di domani

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pinoRingrazio Massimo Piras presidente ZeroWaste e il direttore della Biblioteca Antonio Trimarco che ci ha consentito di mettere in cantiere questo seminario

Ringrazio altresì i “ragazzi” Giuseppe Girardi, Fabio Musmeci, Giulio Izzo  dell’Enea,  Salvatore Genova dell’ESPER  e gli altri coordinamenti che hanno voluto condividere con noi questo avvio e con cui siamo certi collaboreremo.

Per info consultate  HYPERLINK “http://www.Corviale.com” www.Corviale.com e un grazie a Elisa, Valerio per la loro passione e impegno.

 

Il seminario su “Rifiuti miniera di domani”, grazie al contributo di diverse realtà, ha iniziato a muovere i primi passi e si inserisce nel contesto della riconversione del ciclo dei rifiuti eliminando nuove megadiscariche ed inceneritori come quelli di Malagrotta per procedere al totale Recupero di Materia senza combustione dei rifiuti.

 

Questo nuovo ciclo prevede una serie di impianti di trattamento “a freddo” ed una serie di attività decentrate nel territorio da parte del Comune di Roma, come l’apertura in ogni Municipio di un Centro di Riuso e Riparazione oltre che di scambio gestito da volontariato ed onlus per reimmettere oltre al Centro di raccolta gestito da AMA come proposto da Rifiuti Zero.

 

Il progetto di rigenerazione urbana di Corviale è una occasione straordinaria per avviare un progetto pilota sulla gestione corretta Verso Rifiuti Zero che partendo dal Municipio 11, di cui Corviale è un sito con tutte le caratteristiche necessarie, possa estendersi a tutti i Municipi.

 

Un’occasione che dobbiamo costruire insieme.

 

Conforta  la partecipazione e l’attenzione con cui è stato seguito e il livello di competenze con cui è stato illustrato il tema.

Faccio qui una sintesi degli obiettivi che il seminario si era proposto e accenno al come proseguire:

– far conoscere e  far avere consapevolezza alla nostra Comunità del “Valore della Monnezza” e quanto sia importante, per rendere concreto quel valore, la Riduzione, il Riuso, il Riciclo/Recupero, le famose 3 C.  Una consapevolezza, vero patrimonio per la riuscita del progetto, che va estesa  da parte di noi tutti ai nostri concittadini che vivono nel nostro territorio

– Valore che va collegato alle reali possibilità nel creare lavoro a tempo indeterminato. Perché i rifiuti ci saranno sempre e a ciclo continuo. Un lavoro che ha bisogno di formazione professionale, di acquisire competenze specifiche, di collaborazione e di coordinamento con la filiera produttiva presente sia nel  Quadrante di Corviale che verso l’esterno  con quel ciclo e rete che lo trasforma in Valore.

–  “Rifiuti zero” si coniugano con  ambiente più sano e  la qualità del  vivere nel nostro Quadrante. Non è sufficiente avere un territorio  con  1.400 ettari di parchi

(Valle dei casali e tenuta dei Massimi) per misurarne la caratura ambientale. Questo patrimonio può produrre economia verde  in termini di agricoltura di vicinanza e di energia con positive ricadute per tasse più basse sia per gli abitanti che per le amministrazioni pubbliche (vedi Ater, Comune, Asl). In pratica possiamo mettere nelle tasche degli abitanti denaro e nei loro palati un cibo più sano e gustoso e nei bilanci della Regione e del Comune risorse economiche  che dobbiamo pretendere che vengano reinvestite sul territorio per la manutenzione e per investimenti produttivi.

 

Opportunità che trovano radici  nel progetto di rigenerazione urbana che stiamo promuovendo da oltre 5 anni e che è passaggio obbligato per la nostra Comunità.

Bisognerà gestirlo in modo sì partecipativo ma accompagnato  con le competenze adeguate e nelle forme giuridiche/amministrative più attinenti  per realizzarlo.

Attenzione particolare va dedicata nell’inserimento al lavoro delle fasce svantaggiate

(cooperative sociali con disabili, ragazze madri, disoccupati di lungo corso,….) che in queste attività possono ricavarne autonomia  e benefici economici e psico-fisici.

Una scelta che incide positivamente sui costi dello stato sociale delle amministrazioni

Ricordiamo,  ancora una volta, che vanno sbloccati i fondi esistenti  per la riqualificazione  e che con logica conseguenza può riportare sicurezza e legalità, precondizioni  per lo sviluppo di queste economie  in quanto il Palazzo Ater- il Serpentone  è la struttura che con i suoi spazi e luoghi avvia quel circuito virtuoso che  ci potrà consentire di andare a meta.

 

Pino Galeota

 

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