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Periferie. Baldassarre: Garantire ovunque livelli essenziali

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“Non ci chiuderemo negli uffici. Una volta a settimana andrò sui territori a mappare le tante possibilità che ci sono, per renderle fruibili”. Ai nostri microfoni Laura Baldassarre, neo Assessore capitolino alla Persona, alla Scuola e alla Comunità solidale. Commenta quanto emerso nella seconda puntata del reportage realizzato a Tor Bella Monaca, quartiere del Municipio più giovane di Roma e con il più alto tasso di disoccupazione. “Qui la criminalità si insinua tra povertà e onestà, controlla gli spazi producendo degrado”, ci spiega Francesco Montillo, dottore in Ingegneria all’Università La Sapienza, profondo conoscitore della zona. Gli abitanti lamentano un totale abbandono da parte delle istituzioni, hanno paura dei servizi sociali, sono delusi per la scomparsa delle cooperative, sono stanchi di sentire tutto il peso delle aspettative scaricato sulle famiglie, che presto si mostrano nella loro fragilità spesso grave. Il teatro ha riaperto da poche settimane ma manca un cinema. Si fanno tanti figli ma non se ne sa promuovere la crescita culturale. Molti ragazzi non hanno mai visto i monumenti del centro storico. “Trenta anni fa sentivamo una appartenenza, ora si è perso il senso di comunità”, racconta Fabiana Teti, a lungo educatrice in una scuola del quartiere. La scuola di via dell’Archeologia, dove lo spaccio e i baby pusher la fanno da padroni, manca di un preside da anni, nessuno vuole andarci a lavorare.

“Eppure Tor Bella Monaca non è un deserto”, precisa Carlo Cellammare, docente di Urbanistica all’Università La Sapienza. “C’è il cubolibro, una biblioteca autorganizzata pubblica laddove manca la biblioteca pubblica. C’è un gruppo di madri che ha allestito uno spazio per costruirvi una ludoteca. Uno dei ruoli dell’università – sottolinea – deve essere proprio quello di investire sulla ricerca e lo studio sul campo, invece molto spesso essa vive nella propria torre d’avorio e non si sporca le mani. Tutti sono bravi a scrivere trattati di sociologia e urbanistica ma nei luoghi bisogna andarci, in quelli ‘ultimi’, come li ha definiti il Papa, che spesso sono anche potenzialmente i più creativi. E si devono evitare gli stigmi. Bisogna creare lavoro valorizzando le risorse locali: manutenzione degli spazi verdi, creare orti, attività produttive a beneficio delle stesse periferie”.

Sulla stessa linea l’assessore Baldassarre che riprende: “Abbiamo ereditato un territorio pieno di macerie. Serve una risposta seria, valutata, efficace, frutto di una rete tra associazioni, parrocchie, organizzazioni e singoli. Non ci devono essere progetti che nascono e muoiono su questioni centrali legate alla vita delle persone”. E insiste sull’importanza della produzione culturale e dell’arte come valore che fa la differenza in situazioni di grandissimo degrado sociale. “Dobbiamo aumentare le opportunità di scelta e creare un nuovo ascensore sociale”, dichiara Baldassarre. Parla di “volontà di intervenire sulle povertà, al plurale” e annuncia un impegno per garantire l’accesso al reddito di cittadinanza. “L’Italia è una delle poche nazioni europee a non avere misure di sostegno al reddito. Nei prossimi mesi a Roma ci saranno novità su questo tema, abbinate ad un percorso di inserimento così da non mettere in piedi un approccio esclusivamente assistenziale. Abbiamo formulato l’ipotesi di una forza di volontariato comunale per cambiare il volto dei nostri quartieri, si entrarà nel merito nel corso delle prossime settimane. Le scuole devono tornare ad essere dei laboratori, luoghi di apertura al territorio, fulcro della rinascita di un quartiere. I centri anziani diventeranno centri polifunzionali per lo scambio intergenerazionale”. E conclude con l’invito alla partecipazione: “Bisogna incentivarla. Stiamo cercando di creare meccanismi di consultazione permanente. Ci saranno luoghi di confronto in assessorato. L’ascolto prima di ogni altra cosa”.

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