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Milano, via libera all’associazione Smart City

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smartL’associazione avrà il compito di coordinare i progetti, di valutare la partecipazione della città ai bandi Ue del programma Horizon 2020 e di promuovere sinergie e momenti di condivisione delle decisioni.

Milano continua il percorso verso la smartness. Dopo la redazione, avvenuta lo scorso luglio, delle Linee Guida volte ad identificare 7 ambiti e i relativi obiettivi da perseguire in un’ottica di smart city, ieri è stato aggiunto un ulteriore tassello. Il Consiglio Comunale ha approvato, con 23 voti a favore, 9 voti contrari e 2 astenuti, la nascita dell’associazione Milano Smart City. L’associazione, senza scopi di lucro, avrà il compito di coordinare i progetti volti a rendere la città sempre più smart e intelligente e di valutare la partecipazione della città ai bandi europei del programma Horizon 2020 favorendo il dialogo e il confronto tra i diversi attori del territorio.
L’obiettivo è infatti quello di creare un modello organizzativo stabile e unitario che consenta sinergie e interazioni fra gli attori coinvolti, che contribuisca a snellire le procedure di comunicazione e che promuova momenti di condivisione delle decisioni.

Continuerà il dialogo con le altre città (smart)
Grazie alla nascita dell’associazione Milano Smart City, che non comporterà oneri aggiuntivi per il Comune, continuerà il dialogo con le altre città attive all’interno dell’Osservatorio Anci Smart City, come Genova e Torino, allo scopo di favorire lo sviluppo di politiche nazionali sempre più smart e orientate ad un uso intelligente delle risorse.�
Partnership
Oltre al Comune di Milano, l’associazione vede come soci fondatori, la Camera di Commercio, industria, artigianato e agricoltura di Milano, in rappresentanza del mondo delle imprese e vedrà la collaborazione delle Università (in rappresentanza del mondo della ricerca), nonché gli enti pubblici locali, territoriali e non territoriali, che condividono lo sviluppo di politiche smart.�
I passi percorsi
La creazione dell’associazione è l’ultima delle tappe raggiunte di un percorso iniziato, per la città di Milano, quasi due anni fa. E che ha previsto, a partire dal forum cittadino “Public Hearing: verso Milano Smart City”-  svoltosi il 19 aprile 2013 con l’obiettivo di coinvolgere i principali attori dello sviluppo della città nella creazione di un sistema non solo di consultazione e governance- l’avvio di una programmazione per ridisegnare la città in chiave smart. Sono state coinvolte le istituzioni, i privati, le università e il terzo settore attraverso la creazione di gruppi di lavoro tematici corrispondenti ai pilastri tradizionali delle Smart Cities: Smart Economy, Smart Living, Smart Environment, Smart Mobility, Smart People, a cui si aggiunge un gruppo di lavoro specifico per Milano sull’Expo.  Parallelamente è stato svolto un lavoro di mappatura dei lavori più ‘smart’ in essere e degli stakeholder, per l’individuazione di soggetti interessati a contribuire con idee ed investimenti.

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One Response to Milano, via libera all’associazione Smart City

  1. Pier Luigi Caffese Rispondi

    23 ottobre 2014 a 16:27

    Ho criticato la smart city di Genova ma ho anche redatto un piano per cambiarla.Lo potrei fare anche a Milano ma la smart city milanese è incosistente,non serve a nulla.Prendiamo il Seveso:ci sono soluzioni migliori agli scolmatori.Per i rifiuti se non si plasma,si produce diossina.Poi una smart city milanese che non sa nulla di manufacturing è un aborto.Ho prposto la fabbrica del grafene a Genova,ora propongo a Milano x smart city la fabbrica dell’internet delle cose che insegna 1000 mestieri.

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