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Maturità 2014, Renzo Piano: «Siamo un paese straordinario ma fragile» – Tema svolto

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pianoSiamo un Paese straordinario e bellissimo, ma allo stesso tempo molto fragile. È fragile il paesaggio e sono fragili le città, in particolare le periferie dove nessuno ha speso tempo e denaro per far manutenzione. Ma sono proprio le periferie la città del futuro, quella dove si concentra l’energia umana e quella che lasceremo in eredità ai nostri figli. C’è bisogno di una gigantesca opera di rammendo e ci vogliono delle idee. […] Le periferie sono la città del futuro, non fotogeniche d’accordo, anzi spesso un deserto o un dormitorio, ma ricche di umanità e quindi il destino delle città sono le periferie. […] Spesso alla parola “periferia” si associa il termine degrado. Mi chiedo: questo vogliamo lasciare in eredità? Le periferie sono la grande scommessa urbana dei prossimi decenni. Diventeranno o no pezzi di città?

Rifletti criticamente su questa posizione di Renzo Piano, articolando in modo motivato le tue considerazioni e convinzioni al riguardo

Svolgimento

Sulla fragilità dell’Italia si potrebbero scrivere interi saggi e interpretazioni senza venirne mai a capo. È una fragilità che parte dal profondo, dal nucleo stesso di un Paese che già geologicamente è soggetto a scosse telluriche devastanti a cadenza irregolare, come mostra l’attualità degli ultimi terremoti con gli strascichi di scandali e polemiche a seguire. La fragilità dell’Italia è diventata sempre piùsinonimo di una decadenza sociale quasi postmodernista, dove le città si trasformano nello specchio di una nazione sempre più indebolita nella sua istituzionalità: gli sforzi per il recupero artistico dei gioielli dei centri storici sembrano volutamente dimenticare che invece, ad essere valorizzate, dovrebbero essere anche e soprattutto le periferie delle città, dove si concentra la vita del maggior numero di persone. L’architetto Renzo Piano, nominato nel 2013 senatore a vita dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha espresso il suo pensiero in merito in un recente articolo, uscito sul Sole 24 Ore il 26 Gennaio 2014. Nelle sue parole, il celebre architetto sottolinea come la fragilità dell’Italia sia diventata espressione di un Paese sempre più svilito, che dovrebbe puntellarsi nel profondo della sua società per risollevarsi agli occhi dei suoi stessi abitanti e, di conseguenza, del mondo. Siamo un Paese straordinario e bellissimo, ma allo stesso tempo molto fragile. È fragile il paesaggio e sono fragili le città, in particolare le periferie dove nessuno ha speso tempo e denaro per far manutenzione. Ma sono proprio le periferie la città del futuro, quella dove si concentra l’energia umana e quella che lasceremo in eredità ai nostri figli. C’è bisogno di una gigantesca opera di rammendo e ci vogliono delle idee. La volontà di intervento nelle periferie, spiega Renzo Piano, è dettata soprattutto dalla necessità di un futuro migliore, a misura d’uomo: immancabile pensare alle questioni ambientali in città che si trasformano in colate di cemento da quartiere dormitorio, guardando ancora ad un’architettura e ad un’idea sociale di un’epoca ormai passata, durante la quale la concezione di lavoro e vita personale era diversa. Il futuro nebuloso richiede l’urgenza di cambiamento, il bisogno di rendere le periferie cittadine dei luoghi vivibili e ricchi di cultura: le periferie vanno animate e serve l’intervento di una politica che tenga lapolis, la città appunto, al centro dell’azione riparatrice. Non è un caso che il termine politica derivi da polis, da città. Norberto Bobbio sosteneva che bisogna essere «indipendenti» dalla politica,ma non «indifferenti» alla politica. Se c’è qualcosa che posso fare, è mettere a disposizione l’esperienza, che mi deriva da cinquant’anni di mestiere, per suggerire delle idee e per far guizzare qualche scintilla nella testa dei giovani.

La contrapposizione periferia/centro cittadino è il riflesso di un Paese che dovrebbe partire dall’intervento sulle città per riaffermarsi come nucleo primario europeo: dal recupero delle periferie, che saranno in futuro i centri delle nuove città, può iniziare anche la riaffermazione dell’Italia di fronte all’Europa. L’articolo di Renzo Piano non lo esplicita, ma il parallelo politico non può sfuggire: la fragilità intrinseca del Paese deve trasformarsi in scintille di forza, che accendano il fuoco di un cambiamento profondo e desiderato dalla maggior parte della società. Il rinnovamento deve partire da quella periferia della società che sono i giovani di oggi, disoccupati e sfiduciati da una crisi economica mondiale che si è abbattuta su governi incapaci di arginarla a livello locale: l’intento di Renzo Piano è quello di offrire un aiuto e uno spunto ai giovani, per farli diventare i nuovi centri sociali che siano in grado di scommettere sulle periferie cittadine, elevandole dalla mediocrità. L’articolo originale in cui è stata scritta questa frase pronunciata dal senatore a vita e “archistar” è del 26 gennaio 2014 ed è stato pubblicato sul Sole 24 Ore. E’ un articolo che parla delle periferie. Della bellezza dell’Italia e di tutti i suoi problemi. In qualche modo, è anche un articolo politico.

Malaparte

link all’articolo

link all’articolo originale di Renzo Piano

 

 

 

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