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Le periferie un grande progetto per il paese

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Martedì 19 dicembre scorso, è stata presentata la Relazione sull’attività svolta dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie. La presentazione è stata l’occasione per una più estesa riflessione sulla rigenerazione delle periferie, sullo sviluppo locale, sulla sicurezza, sulle politiche abitative e sulle politiche attive per il sociale.
Nel saluto introduttivo la Presidente della Camera on. Laura Boldrini ha ricordato come nelle sue diverse visite a quartieri problematici abbia potuto scoprire la presenza di un forte associazionismo locale a cui le istituzioni non devono voltare le spalle, ma al contrario offrire misure d’intervento certe e permanenti.
La mattinata è stata moderata da Goffredo Buccini, editorialista e inviato del Corriere della Sera, che ha evidenziato come con le molteplici audizioni della Commissione i cittadini siano entrati nei palazzi del governo.
I lavori della Commissione si sono sviluppati fra novembre 2016 e dicembre 2017 e sono stati documentati dalla Rai attraverso il filmato “Un mondo di Lato”. Per questo motivo la Presidente della Rai dott.ssa Monica Maggioni ha ricordato quanto incida sulle periferie l’impatto dei migranti e come la dimensione digitale della comunicazione di fatto produca l’assimilazione delle generazioni successive di migranti con i nativi.
Il presidente della Commissione on. Andrea Causin, ha ricordato quanto la sempre maggior presenza di migranti sia fondamentale per comprendere la nuova questione urbana. In particolare, ha rappresentato la sua personale lettura della periferia come frutto di “scelte sbagliate o non scelte delle amministrazioni” in cui anche lo stato sembra ritirarsi. Per reagire serve una grande compattezza istituzionale.
Il vice presidente on. Roberto Morassut ha ricordato come la crescita attesa e prevista della popolazione nei grandi aggregati urbani non debba risolversi in una nuova espansione. Sono necessarie leggi organiche sull’urbanistica e un programma decennale d’interventi. A questi si deve associare la tutela della legalità nella gestione del patrimonio residenziale pubblico troppo spesso occupato senza titolo e infine una fiscalità territoriale capace di restituire una quota della rendita alla città. Infatti, solo di recente è stato abolita la possibilità per i comuni di utilizzare gli oneri di concessori per la spesa corrente. L’attività del governo si è mossa in questa direzione sia con bonus fiscali sia con la semplificazione amministrativa.
L’on. Morassut, inoltre, ha ricordato come sia necessario rivedere il livello di governo dei sistemi locali, sia a livello di macroregioni sia a livello di città ormai policentriche.
Infine anche Morassut ha evidenziato come non si possa prescindere dall’energia vitale delle associazioni e della sussidiarietà nella gestione degli spazi pubblici.
L’altra vice presidente on. Laura Castelli ha evidenziato l’assenza del Presidente Gentiloni come segnale di una mancata riflessione sulla struttura del paese a fronte di cui la marcata presenza delle associazioni nella Relazione finale
Lungo ed interessante l’intervento del sen. Marco Minniti, in qualità di Ministro dell’Interno ha ricordato come la sicurezza rappresenta un profilo unitario a cui concorre un complesso di interventi da parte delle istituzioni ognuna con il proprio ruolo. Interventi diversi che come i singoli tasti della tastiera musicale concorrono all’armonia complessiva. Inoltre è necessario adattare le politiche della sicurezza alle specificità dei singoli territori. All’idea di sicurezza o luogo sicuro concorre, infatti, non solo la polizia ma anche l’urbanistica, l’educazione e la cultura.
L’on. Minniti ha ribadito come non possiamo lasciare la maggioranza di persone per bene vittime di una minoranza di soprusi, ne va del concetto stesso di democrazia.
Infine, il tema i flussi migratori non devono essere comunicati come “emergenza” ma come fenomeno strutturale da governare con un insieme complesso di attività anche fuori dai confini. Come esempio di buone pratiche ha richiamato l’attenzione sull’accordo con 265 comuni della Campania per l’accoglienza diffusa dei migranti. 265 comuni che rappresentano il 72% della popolazione della regione.
La mattinata è stata conclusa con gli interventi degli altri componenti della Commissione con particolare riguardo alle politiche abitative: on. Andrea De Maria, on. Fabio Rampelli, On. Daniela Gasparini, on. Vicenzo Piso, on. Paolo Gandolfi, on. Claudia Mannino. A cui hanno fatto seguito gli interventi sulle politiche attive per il sociale dell’on. Stefano Quaranta e dell’on. Milena Santerini.
Fin qui la cronaca, due parole a commento.
L’argomento indagato dalla Commissione ha una grande consistenza per numero di persone coinvolte e una grande incidenza sulla sensibilità degli abitanti. Un argomento di grande attualità e concretezza che ha innescato un contatto diretto fra rappresentanti della politica e cittadini al di fuori degli ordinari canali della rappresentanza locale. In questo senso i numerosi sopralluoghi nelle realtà metropolitane e le ancora più numerose audizioni a cittadini singoli ed associati.
Forse per la prima volta i Deputati che costruiscono le leggi sono entrati in contatto diretto con gli utenti delle stesse leggi. Questo contatto diretto è avvenuto in modo diretto e al di fuori della intermediazione abitualmente svolta dai partiti.
Questo superamento dei partiti intesi come corpo intermedio si dimostra anche negli stessi lavori della Commissione caratterizzati per una grande unitarietà d’intenti sopra gli schieramenti dei partiti.
Tutti i membri della Commissione hanno segnalato la grande energia e vitalità sociale presente nei quartieri degradati. Questa vitalità era antecedente la Commissione, solo che i canali di comunicazione rappresentati dai partiti si erano evidentemente sclerotizzati e non segnalavano in modo adeguato l’emergente protagonismo sociale.
Nei prossimi articoli cercheremo di esaminare il dettaglio delle singole proposte scaturite in seno alla commissione per farne oggetto di approfondimento per contribuire a costruire il grande progetto per il paese. (1 continua)

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