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Le periferie sostenibili immaginate dal MIT

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Aree verdi, orti suburbani e mezzi di trasporto avveniristici come l’Hyperloop di Elon Musk per le periferie sostenibili del futuro.
Quando parliamo di città i riflettori sono sempre puntati sul centro urbano, anche se in realtà la maggior parte delle persone risiede nelle periferie. E’ quindi in queste aree decentrate che bisognerebbe investire per innalzare la qualità della vita degli abitanti e per influire positivamente sull’impatto ambientale.
Si è discusso di questo nella conferenza ‘The Future of Suburbia’ organizzata e ospitata dal Center for Advanced Urbanistica (CAU) della Scuola di Architettura e Pianificazione del MIT (Massachussets Information Technology). L’evento ha riunito studiosi e professionisti provenienti da ambiti diversi che hanno condiviso punti di vista sulle tendenze evolutive e di sviluppo delle periferie e sul contributo che architetti, progettisti e urbanisti possono dare per rendere gli spazi più sostenibili.

“Le domande che ci siamo rivolti”, dice Alan Berger, professore di architettura del paesaggio e progettazione urbana, e co-direttore del CAU “, sono state: Come può l’ambiente suburbano operare in modo olistico? E come possiamo gestire in modo sinergico lo sviluppo urbano e suburbano e in modo che ci sia uno scambio delle risorse ambientali? ”
La maggiorparte della popolazione si concentrerà nelle perifierie

Pianificatori e urbanisti spesso operano con il presupposto che la maggiorparte della crescita demografica si verificherà nelle città, anche se il 70% delle persone negli Stati Uniti vive in periferia. E anche secondo le Nazioni Unite entro il 2050 soltanto 1 persona su 8 vivrà nel centro urbano, mentre i restanti vivrà nella periferia urbana.

Un fenomeno dettato sia da motivazioni economiche sia dalla volontà di vivere in abitazioni più grandi, in aree più tranquille e attorniate da spazio verde. Non a caso sono perlopiù le giovani coppie con bambini ad optare per la periferia.

“Progettate in modo intelligente le periferie possono diventare un banco di prova per la produzione di energia rinnovabile, cibo e socialità.”- ha riferito Berger.

Verde e orti

Prima di tutto, il verde. Le aree periferiche hanno spazi estesi dove la vegetazione può proliferare. Joan Nassauer, docente di architettura del paesaggio presso l’Università del Michigan, ha condiviso la sua ricerca incentrata sull’importanza delle aree verdi e come queste possano contribuire alla lotta contro il cambiamento climatico. Le periferie dovrebbero trasformarsi in veri e propri polmoni verdi. E non solo, oltre a giardini dovrebbero prevedere orti, dove poter coltivare frutta e verdura a km zero per gli abitanti e anche per coloro che risiedono in centro città.

Trasporti veloci e sostenibili

Altra tematica principe, quella dei trasporti. Uno dei problemi più evidenti delle aree suburbane è che sono spesso mal collegate al centro urbano. E che l’eccessivo utilizzo di mezzi privati finisce per provocare alti tassi di inquinamento. Knut Sauer, vice presidente di Hyperloop Technologies, una delle società che sta lavorando in modo indipendente allo sviluppo dei prototipi del mezzo teorizzato da Elon Musk, ha illustrato gli sforzi che l’azienda sta sostenendo per trasformare radicalmente la mobilità.

Hyperloop è un supertreno che coniuga alle potenzialità della levitazione magnetica i vantaggi di tubi a vuoto in cui far scorrere le capsule, e permette di raggiungere un’accelerazione massima di 1g (quella di una macchina da corsa), sfruttando principalmente l’energia fotovoltaica. Attualmente l’azienda è impegnata nella costruzione di una pista sperimentale di 8 km per Hyperloop nella Quay Valley, una futura comunità “verde” tra Los Angeles e San Francisco, interamente alimentata a energia solare. Ma il prototipo potrebbe essere applicato ovunque, per collegare centri urbani alle periferie.

Tutte le proposte e i risultati emersi dal convegno saranno pubblicati nel 2017 in un volume scientifico ‘Infinite Suburbia’, 1200 pagine frutto di un lavoro di due anni di collaborazione fra 52 professionisti, una ventina di ricercatori e 10 partner istituzionali.

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