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Le periferie come le banlieue parigine

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Dopo gli agguati alle forze dell’ordine.
La mappa dei quartieri dove è pericoloso intervenire per eseguire arresti. Ci sono anche le zone della movida: oltre al Pigneto, preoccupano San Lorenzo, Testaccio e Trastevere.
Le periferie romane come le banlieues parigine. Un rischio concreto di un’escalation di violenza e tensioni, anche sociali, con aggressioni alle forze dell’ordine. Quanto successo al Pigneto e a Tor Bella Monaca negli ultimi giorni ha fatto scattare l’allarme criminalità per l’ennesima volta, in quest’occasione legato alle polemiche sul degrado della Capitale. Sebbene si tratti di episodi nei quali gruppi di spacciatori — italiani e stranieri — siano stati protagonisti da soli di reazioni violente nei confronti di carabinieri e poliziotti (e non ci siano stati, almeno nel primo caso, abitanti coinvolti se non, nel caso del Pigneto, per difendere I militari dell’Arma), hanno stupito gli stessi investigatori la rabbia e la determinazione mostrata nei loro confronti.
Nei rioni più violenti è bassa la percezione della sicurezza
Non è la prima volta ma adesso sembra avere tutto un altro significato. Per questo sono stati presi immediati provvedimenti con il potenziamento dei servizi di controllo e l’aumento di pattuglie sul territorio, specialmente in zone considerate pericolose, dove il livello di percezione della sicurezza è decisamente basso. E infatti nelle ultime ora la reazione non si è fatta attendere con quattro arresti di pusher e il sequestro di mezzo quintale di droga fra cocaina, hashish e marijuana. Ma le operazioni a questo punto saranno intensificate anche nei prossimi giorni.
Gli spacciatori contrattaccano per difendere il «loro» territorio
Il paragone con le periferie parigine potrebbe sembrare esagerato, visto l’alto tasso di violenza in alcune di esse dove la polizia non entra e dove i vigili del fuoco devono essere scortati nei loro interventi, ma le cronache degli ultimi tempi raccontano di quartieri da tenere sotto controllo. Il motivo è sempre lo stesso: lo spaccio di droga. Oltre al Pigneto, teatro dell’aggressione ai carabinieri da parte di una cinquantina di pusher africani, ci sono zone della movida notturna, come San Lorenzo e Testaccio, ma anche Trastevere, dove non sono mancati comportamenti violenti da parte di bande di spacciatori, che hanno dato vita a risse per difendere quello che loro considerano un territorio da difendere perché particolarmente redditizio.
Quattro bande si spartiscono San Basilio per vendere droga
Ma l’elenco dei luoghi da tenere sotto controllo è lungo. E la mappa della Capitale offre purtroppo diversi spunti. A cominciare dalle piazze storiche dello spaccio come San Basilio — dove solo tre giorni fa polizia e carabinieri hanno sgominato uno dei quattro clan che si spartiscono il rione — per poi passare a Tor Vergata, dove le bande di baby spacciatori si confrontano con le pistole per il possesso di strade e parcheggi e a Tor Bella Monaca. Ostia e Nuova Ostia rimangono osservate speciali per la loro lunga tradizione in questo senso — tanto più che le recenti polemiche politiche insieme con le indagini e I loro sviluppi su Mafia Capitale hanno alzato ulteriormente il velo su ciò che accade sul litorale, ma preoccupano sempre Torrevecchia, Trullo, Centocelle-Alessandrino, Bravetta-Casetta Mattei. E fuori Roma le zone di Frascati-Grottaferrata e Tivoli.

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