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Incontro con un artista fuori dal coro

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tuffatoreLeggo il welcome all’ingresso di un arco nel vuoto, uno dei tanti metafisici salti nell’azzurro che abbondano in costiera amalfitana, e mi addentro in un sentiero un pò sconnesso tra ulivi ed agavi fino a una torre saracina e il mio sentire entrando nell’ombra della torre, dopo tanta luce, è come il tuffo del tuffatore che m’accoglie.

Il rimando immediato alla grecità si rafforza con un ratto d’Europa, mito fondativo del nostro continente, che si specchia difronte al tuffatore quasi a un dialogo/confronto tra il maschile e il femminile che ritrovo in tante crete di Paolo Sandulli.donna pesce

Al mio sguardo curioso e attento Paolo s’avvicina cominciando a parlarmi delle origini greche che tanto lo muovono a plasmare queste figure “e bisogna stringere forte sino a spremere l’ultima goccia d’aria nascosta tra le pieghe della creta altrimenti, dopo tanta fatica, quand’apri il forno quella bolla nascosta riemergendo dagli inferi della materia esplode e distrugge non solo se stessa ma tutte le altre figure compresenti nella fucina” “e allora ogni volta ch’apro il forno io sono in tremenda ansia” : in quest’ansia, in questo timore, in quest’incertezza fino alla fine vedo celarsi un senso del lavoro dell’artista : un lavoro inutile, con cui non si mangia, ma un lavoro che nel suo interrogare e interrogarsi senza certezze si carica delle domande che ognuno, almeno una volta nella vita, dovrebbe farsi : chi siamo? da dove veniamo? che vogliamo? perchè siamo qui? qual’è il nostro ruolo nel mondo?

Paolo Sandulli, col suo lavoro con le sue opere, si pone queste domande per tutti noi e interroga i miti primigeni della nostra terra emersa e immersa nel mare, chiede lumi ai greci del loro senso del bello, cerca di rinverdire il gusto rinascimentale del fare, mette in dialettica il Freud dei sogni e il Freud dei dipinti … per tutto questo che evoca e racconta è un artista fuori dal coro delle mode e delle correnti. Non manda messaggi o proclami ma ci stuzzica con le sue donne, omaggio a Laurana, eccole (dalle foto del suo sito www.paolosandulli.com) :

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Tommaso Capezzone

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