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Emergenza casa, pubblico e privato Così rinasce l’edilizia popolare

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Il Comune apre un dossier sullo stabile di via Pianell 15, alla Bicocca. E studia un bando che, attraverso il co-finanziamento con il privato, lo traghetti fuori dal degrado. L’obiettivo: realizzare appartamenti da destinare a quella fascia di popolazione che non può permettersi di comprare casa ma neppure di accedere agli elenchi per le case popolari. L’assessore alla Casa, Gabriele Rabaiotti, lo ha spiegato ai consiglieri: «Soldi per realizzare nuove case Erp non ne abbiamo. Una strada per affrontare l’emergenza abitativa è intervenire sull’esistente, riqualificandolo, come stiamo facendo con il piano di investimenti da 30 milioni di euro. E poi avviare sperimentazioni come quella allo studio per via Pianell». Il Comune cioè investe una quota (2 milioni di euro), e il vincitore del bando mette la parte mancante, di cui rientrerà attraverso la gestione. Il dossier su via Pianell fa comprendere come l’intervento dell’amministrazione sulla città sia «chirurgico». La storia di via Pianell, grande stabile diroccato all’angolo con via Ugolini, è emblematica. All’inizio del secolo scorso è stato un bell’esempio del welfare meneghino: ospitò per decenni le ragazze madri con i loro piccini. Da 45 anni, però, è abbandonato. Di lui, in Comune, risulta si siano ricordati quando è stato il momento di concorrere ai fondi regionali per l’edilizia residenziale pubblica.

Secondo un documento ormai datato (risale al 1999) e intitolato «Recupero e ristrutturazione dell’edificio da destinare a residenza pubblica da finanziare con le risorse regionali dell’edilizia sovvenzionata», nell’edificio – due corpi di fabbrica, uniti da una scala che sale di tre piani, cinquecento metri quadrati a piano -, si dovevano ricavare undici piccoli appartamenti e, fuori, nel cortile, laboratori artigianali. I soldi arrivarono. A memoria, resiste l’impalcatura principale, sul fronte che s’affaccia su via Pianell. Non c’è traccia di un cartello che denunci l’apertura di un cantiere, per lavori che sicuramente iniziarono ma che furono misteriosamente interrotti. A ricordarci che via Pianell non è più la periferia della città, dal tetto dello stabile dove spuntano brandelli di palificazione in cemento armato, s’intravedono la Collina dei ciliegi e gli squadrati palazzoni grigi che portano la firma dell’architetto Gregotti. A 10 anni dalla presentazione del progetto definitivo di recupero con fondi regionali, i lavori erano in alto mare. I progetti andavano adeguati: nuovo progetto, nuova gara d’appalto… In un documento del Settore Tecnico Casa e Demanio del 27 maggio 2009 si legge: «Si può prevedere che i lavori potrebbero iniziare nel marzo 2010 e concludersi in circa un anno». Ma di via Pianell nessuno finora s’era più ricordato.

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