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Da Roma a Milano le periferie al centro dei programmi per il 2015

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periferieda “Marino: “2015 anno delle periferie” di DANIELE PETROSELLI (da newsgo.it)

Roma non è la città storica, ma una città di 3 milioni di abitanti di cui circa 2,7 milioni abitano fuori dalle Mura Aureliane. Noi dobbiamo preoccuparci, in questo 2015, delle nostre periferie. Abbiamo già iniziato a farlo dal mese di novembre 2014 cambiando l’illuminazione a partire dalle nostre periferie che adesso hanno in molti casi l’illuminazione al led. Ma il progetto che riguarda 200mila punti di illuminazione va completato“. A dirlo in una intervista a Rainews24 il sindaco di Roma Ignazio Marino.

Poi li sindaco torna sulla rimozione dei sampietrini in alcune strade ad alto scorrimento per portarli in spazi pedonali in periferia ha aggiunto: “Vogliamo che questi sampietrini esistano anche in aree pedonali, in nuove centralità, come Tor Sapienza. Nel cambiare le luci elettriche abbiamo voluto iniziare proprio con l’illuminazione e luoghi come Tor Sapienza“.

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da “Dai grandi eventi alle periferie” di Michele Giannattasio (da milano.corriere.it)

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Le periferie
È una partita dove Palazzo Marino si gioca tutto. Dopo la brusca chiusura del rapporto con Aler, dal primo dicembre, a gestire i 28 mila alloggi del Comune è la Metropolitana milanese, società al cento per cento del Comune. Il lavoro da fare è immenso e irto di difficoltà. A partire dalle cose più normali, ma che normali non sono, come la ricostruzione dell’anagrafe del patrimonio, degli affitti e dei locatari. Dicembre è stato un mese di rodaggio. La piena operatività si raggiungerà nel 2015. La questione delle periferie sarà centrale in campagna elettorale. La città metropolitana Pisapia avrebbe fatto volentieri a meno di essere il primo sindaco dell’area metropolitana. Perché si tratta di un grande punto interrogativo. Da un lato, raccoglie possibilità di sviluppo enorme, razionalizza il territorio su funzioni strategiche come l’urbanistica e i trasporti, dall’altra è come la notte in cui tutte le vacche sono grigie, con grande confusione sulle competenze e penuria imbarazzante di risorse.

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