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Commissione d’inchiesta sul degrado delle città

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Il deputato di Scelta Civica, Angelo D’Agostino, è relatore sulla proposta di istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta monocamerale sulle condizioni di degrado delle città italiane e delle loro periferie.

Il testo del documento è stato discusso nella seduta odierna della Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della quale D’Agostino è componente. Durante il suo intervento, il parlamentare irpino ha evidenziato che tra i compiti della Commissione vi sarà “l’accertamento dello stato del degrado e del disagio delle città e delle periferie, a partire dalle aree metropolitane, in relazione a diversi fattori, fra i quali l’evoluzione della situazione socio-economica e le implicazioni sociali e della sicurezza collegate alla presenza di organizzazioni criminali.”

“Si prevede di procedere – ha aggiunto il deputato – all’accertamento in relazione: al contesto urbanistico, infrastrutturale ed edilizio; alla composizione sociale dei quartieri periferici; alle realtà produttive e alla situazione occupazionale delle periferie; alle forme di marginalità e di esclusione sociali; ai livelli di istruzione, all’offerta formativa, alle reti tra le scuole e tra queste e il territorio, alla situazione della mobilità; alla distribuzione dei servizi collettivi; alla presenza di migranti, con particolare attenzione per i minori e per le donne, delle loro etnie e delle diverse realtà culturali e religiose, alle strutture e alle politiche messe in atto dalle realtà locali nei confronti degli stranieri, nonché alla presenza di iniziative volte all’inclusione dei migranti; alla presenza di varie forme di criminalità e alla capacità di controllo del territorio da parte delle Forze di polizia.”

Occorrerà, inoltre, “accertare il ruolo delle istituzioni locali e – ha aggiunto D’Agostino – le modalità previste e messe in opera per favorire la partecipazione dei cittadini alla gestione delle politiche rivolte alle periferie; di acquisire le proposte operative che provengono dalle istituzioni locali e dalle diverse organizzazioni coinvolte, al fine di favorire la rinascita sociale delle periferie, a partire dall’occupazione, dall’istruzione, dalla formazione professionale, dai servizi, dalla mobilità, dall’integrazione dei migranti, dalla cultura e dallo sport; di rilevare le condizioni di rischio e le connessioni tra il disagio delle aree urbane e il fenomeno della radicalizzazione e la relativa adesione al terrorismo di matrice religiosa fondamentalista da parte dei cittadini europei figli degli immigrati di prima generazione.”

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