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Come ammazzare il capo 2 (Horrible Bosses 2)

La scorretta goliardia funziona ancora

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di Sean Anders. Con Jason BatemanCharlie DayJason SudeikisJennifer AnistonJamie Foxx  USA 2014

Nick (Bateman),Kurt (Sudeikis) e Dave (Day) sono sopravvissuti ai loro horrible bosses e, in possesso del brevetto di “docciamico”, decidono di mettersi in proprio. Li raggiunge la telefonata del grande esportatore internazionale Burt Hanson (Christopher Waltz), che vuole avviare con loro un accordo commerciale; arrivati alla Hanson li accoglie il figlio Rex (Chris Pine) che propone loro di acquistare il brevetto per un bel po’ di soldi (provvederà poi lui a far costruire le docce in Cina, a prezzi contenuti); i tre, seppure allettati, resistono ed ecco arrivare Burt che smentisce il figlio e si dice disponibile ad un pre-acquisto di 500.000 pezzi del manufatto ed inoltre dà loro la possibilità di ottenere credito sufficiente per mettere su la loro fabbrica. I tre entusiasti si mettono al lavoro, assumono gli operai (Dave privilegiando lacrimosi casi umani e Kurt assumendo le ragazze più vistose, ancorché prive di qualsiasi esperienza). Completata la fornitura, ecco arrivare la disdetta dell’ordinativo e Hanson spiega loro la sua strategia: la banca, vista la loro insolvenza, ritirerà il fido e lui potrà avere fabbrica e brevetto per un boccone di pane. I tre, disperati, vanno dal loro vecchio amico, il malavitoso Fottimadre Jones (Foxx), che appoggia il piano di Dave di rapire Rex e chiedere un grosso riscatto al padre. Eccoli andare nello studio dentistico della ex-capa di Dave, la ninfomane Julia (Anniston), per rubare una bombola di etere con la quale addormentare Rex. Mentre Kurt e Dave mettono a punto il furto, Julia arriva con il suo gruppo di auto-coscienza per sessuo-dipendenti e Nick, corso in loro aiuto, per permettere loro di eclissarsi si finge gay e la dentista, eccitata all’idea di “recuperarlo”, si accoppia immediatamente con lui. Nella villa di Rex, i tre, sorpresi dall’arrivo del padrone di casa, si rifugiano in un armadio ma fanno un gran baccano per via delle esalazioni del gas esilarante. Rex, sembra non aver sentito nulla ma poco dopo si appalesa e li convince a cambiare il piano: loro lo rapiranno per finta e chiederanno un riscatto molto superiore a quello che avevano preventivato, dividendolo con lui. Alla prima telefonata appare però chiaro che Kurt tiene più ai soldi che al figlio (ha subito chiamato la polizia). Il piano, con qualche modifica va avanti e, nonostante i pasticci combinati dai tre imbranati – Kurt fa avere a Burt il suo smartphone personale, anziché il telefonino non rintracciabile che Jones aveva loro procurato e Dave viene raggiunto da Julia che ha capito tutto e pretende di far l’amore con lui e sua moglie Stacy (Lindsay Sloane), arrivata con le loro tre gemelline, fraintende e lo lascia – nel garage sotterraneo pattuito arriva Harris con la valigia piena di soldi ma ecco che Rex gli spara, getta l’arma a Dave e scappa nel magazzino dove la polizia lo troverà, innocente vittima del rapimento. Fottimadre, che li aveva seguiti per fregarsi il malloppo, insegue Rex e, grazie al telefono di Kurt addosso al finto rapito, il detective Hatcher (Jonathan Banks) capisce cosa è successo, Rex lo prende in ostaggio ma Nick lo salva. Grazie a questo eroico intervento, i tre sono scagionati e, pur perdendo la fabbrica, vi rimangono a capo per conto del nuovo padrone: Dave (Kevin Spacey), l’irascibile ex boss di Nick, momentaneamente in prigione.

Il primo Come ammazzare il capo (e vivere felici) era stato un inatteso successo di botteghino in America (dove aveva incassato più di 160.000 dollari) e nel mondo. Il sequel era inevitabile; cambia il regista, arrivano due nuovi cattivi (Waltz e Pine) ma l’impianto di base è lo stesso; un misto di goliardia, politically uncorrect e caricatura dell’ american way of life, servito da un cast di alto livello, con star di rilievo che si divertono agli eccessi dei loro ruoli; su tutti svetta la sboccatissima Julia della Anniston, che, in maturità, si conferma comedian di grande efficacia.

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