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C’è speranza per Roma

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C’è speranza per Roma quando tremila ragazzi, e qualche cresciutello, stanno seduti per terra per vedere un film problematico come “Non esssre cattivo”.
Un film sulla disperazione esistenziale delle periferie che diventa denuncia senza inutili paroloni, ma con la nuda crudezza della realtà di territori in cui la lotta quotidiana tra il bene e il male è la lotta tra il lavoro nero e lo spaccio.
Realtà in cui il desiderio di fuga da una vita senza prospettive diventa fuga dalla realtà e dalla vita stessa.
C’è speranza per Roma quando tremila ragazzi occupano una piazza intera non per un concerto o per un inutile comizio, ma per riflettere sulle alternative “nè nè” che questa realtà gli mette davanti.
C’è speranza per Roma se questa consapevolezza domani riuscirà a trovare “gambe istituzionali” per darle voce e strumenti.
C’è speranza per Roma se domani questa “meglio gioventù romana” non darà voce alla rabbia o, peggio, all’odio ma darà corpo e sostanza a questa speranza.
A domani…per un futuro migliore per la nostra “meglio gioventù romana”.

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2 Responses to C’è speranza per Roma

  1. Franco Paolinelli Rispondi

    5 giugno 2016 a 09:38

    Gentile Capezzone,
    C’è un problema, si chiama maleducazione. Ci può essere speranza di risolverlo ? A noi, come a tante altre famiglie di Roma, in Piazza Melozzo da Forlì, quartiere Flaminio, è capitata,tra capo e collo una vera e propria disgrazia, l’apertura di 2 locali commerciali, un ristorante ed una gelateria, che pretendono di stare aperti fino a tarda notte. Ieri sera, nonostante le preghiere, nonostante i richiami all’educazione ed al rispetto, nonostante le implorazioni, un gruppo di giovani ha tirato a sghignazzare fino oltre le due di notte sotto le nostre finestre. Le forze dell’ordine si rimpallano e non rispondono al alcuna richiesta d’aiuto.
    Questa, come tante altre non è una questione di qualità della classe dirigente, ma di educazione dei cittadini. Segue l’appello che sto facendo girare, se le piace lo diffonda. Grazie. Franco Paolinelli

    Franco Paolinelli Lo sconforto della vita notturna (Franco Paolinelli)
    Li vedo sotto le mie finestre, li sento fino a tarda notte, il loro chiacchericcio, le risate sguaiate, rimbombano nel “teatro” di Piazza Melozzo da Forlì e mi gettano nello sconforto e nell’insonnia. Quelle voci, infatti, quel modo di stare nello spazio pubblico senza porsi alcun problema di compatibilità e civiltà, mi fanno pensare all’irresponsabilità con cui conducono le loro vite. Mi sento prigioniero della disattenzione e della maleducazione. Percepisco, infatti, in quell’atteggiamento le stesse cecità e sordità che ci stanno portando alla catastrofe ambientale e sociale.
    Scendo in pigiama a minacciare, a pregare ed i gestori, a parole, mi danno anche retta, mi compiangono. Ma il vocio continua, notte dopo notte.
    Arriverò a fare la “danza della pioggia” per non sentirli e non vederli.
    Allo stesso tempo sono consapevole della loro inconsapevolezza. E’ chiaro, infatti, come le loro risate insulse nascondano, nel profondo, angoscia e paura. L’errore non è, quindi, il loro, ma del legislatore che non pianifica ed organizza i ludi con l’attenzione necessaria.
    Detto in altre parole, non ti sembra il caso che venga affrontato politicamente il problema delle “movide” notturne, nel Flaminio, come nel resto del Municipio e della città ?
    Ho immaginato una soluzione culturale: Il Flaminio come isola di Quiete. Modalità ed orari idonei che possano garantire a noi residenti la pace ed a loro gestori un ottima immagine di compatibilità sociale, una “rinuncia” nell’interesse sociale con cui farsi vanto e pubblicità.
    Cosa ne pensi ?
    Buon lavoro
    Franco Paolinelli

  2. Tommaso Capezzone Rispondi

    15 giugno 2016 a 11:38

    leggo solo ora e me ne rammarico: credo che l’unico commento possibile, vista l’esaustività della tua analisi, sia stigmatizzare il silenzio delle autorità che ti costringono a ricorrere a un commento su un blog. Questa totale incomunicabilità tra le istituzioni e i cittadini credo sia la causa prima non solo della disaffezione alla politica ma anche di tutta l’inconsapevolezza che giustamente lamenti negli sbevazzatori notturni.

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