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Carol

Come recita quella giacca!

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di Todd Haynes. Con Cate BlanchettRooney MaraKyle ChandlerJake LacySarah Paulson Gran Bretagna, USA 2015

Natale 1952, Manhattan, Therese Belivet (Mara), giovane commessa del reparto giocattoli dei Magazzini Frankenberg, vende all’elegante Carol Aird (Blanchett) un trenino elettrico, destinato alla figlia Rindy (le gemelle Sadie e Kk Heim). Carol lascia i propri guanti sul bancone, e Therese, premurosamente, glieli spedisce. Lei è fidanzata, con qualche dubbio, con Richard (Lacy), che ha progettato un viaggio – se lei volesse, di nozze – insieme in Europa. Therese ha una gran passione per la fotografia e quando il suo amico Dannie (John Magaro), praticante giornalista al New York Times, le chiede di andare con lui in redazione, proponendole di conoscere un suo amico fotoreporter, lei accetta subito, dopo poco i due si baciano ma lei prova subito dopo un grande imbarazzo. Carol sta affrontando il divorzio dal marito Harge (Chandler), che – ancora innamorato e ingelosito dalla sua relazione con Abby (Paulson) – minaccia di farle togliere la custodia della bambina per indegnità morale e, con la scusa di volersi sdebitare per la restituzione dei guanti, invita Therese a pranzo e, alla fine dell’incontro, le propone di andare da lei per il weekend .Lei accetta ma quando è nella villa, Harge si presenta a casa e, a causa della presenza di Therese, fa una scenata alla moglie e porta via la bambina Carol, sconvolta, accompagna Therese, alla stazione. Il giorno dopo la chiama e va da lei, portandole in regalo una valigetta contenente una costosa macchina fotografica. Poco dopo l’avvocato di Carol le comunica che Harge ha chiesto la piena custodia di Rindy per “cause morali” e lei decide di superare l’angoscia, facendo un viaggio insieme a Therese, con la quale sta nascendo una particolare complicità. Richard, che dalle parole di Therese intuisce cosa sta accadendo, di fronte alla titubanza della ragazza sulla sua proposta di matrimonio, la lascia , dicendole che Carol la farà soffrire. Dopo qualche notte in vari alberghi, a Waterloo Carol e Therese si baciano e, per la prima volta, fanno l’amore. La mattina dopo fanno colazione con un imbranato commesso viaggiatore, Tommy (Corey Michael Smith) ma un telegramma rivela a Carol che il marito ha le prove della loro relazione: Tommy, che era in realtà un investigatore privato, aveva registrato dalla stanza accanto la loro notte di passione. Lei torna immediatamente a New York e chiede ad Abby (loro due sono ora solo buone amiche) di andare a prendere Therese e di riaccompagnarla a casa. A New York Carol accetta di sottoporsi a cure psicologiche per “guarire” dalle proprie inclinazioni e di non vedere più Therese, purchè le consentano di stare con Rindy. Therese, con il cuore spezzato, decide di tentare seriamente la carriera di fotografa e ottenendo un posto di archivista al New York. Carol, intanto, nel decisivo incontro sulle condizioni del divorzio, dichiara, a sorpresa, di accettare che la custodia della bambina vada al marito, a patto di essere libera di vederla: violentare la propria natura sarebbe impossibile e, ne è convinta, nocivo per Rindy. Immediatamente, invita Therese a prendere un thè al Ritz e, confidandole di amarla, le propone di andare a vivere insieme. Therese, ancora sconvolta per il precedente abbandono, rifiuta ma, dopo essere andata ad una festa con alcuni colleghi, dove viene corteggiata dall’intrapendente Genevieve (Carrie Brownstein) raggiunge Carol nel ristorante dove cena con amici.

Todd Haynes nel 2002 aveva diretto il notevole Lontano dal paradiso, più o meno sullo stesso tema: in quel film un marito alto borghese, accetta di sottoporsi a dolorose cure – anche a base di elettroshock – per “guarire” dall’omosessualità. In Carol, tratto da un racconto di Patricia Highsmith, è più centrale la storia d’ amore tra le due protagoniste ma l’epoca e le convenzioni sociali sono le stesse. Lui è stato spesso paragonato al grande maestro di melò Douglas Sirk (Magnifica ossessione, Come le foglie al vento) e, nel caso di Lontano dal paradiso, l’accostamento era azzeccato; stavolta però il risultato è un film di grande mestiere, con recitazione, fotografia (Edward Lachman) ambientazioni, scenografia (Heather Loeffler), acconciature e costumi (Sandy Powell) perfetti ma non molto più di un patinato trovarobato d’eccezione (l’accostamento alle mitiche pubblicità per le casalinghe americane di quegli anni è d’obbligo); niente di grave (anche a Visconti è capitato di essere definito un geniale trovarobe): all’inizio – e alla fine: il racconto è ellittico – del film la giacca a scacchettoni di Rooney Mara (che peraltro ha vinto la Palma d’Oro a Cannes per il ruolo di Therese) racconta il personaggio quasi con altrettanta efficacia   dell’attrice che la indossa.

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