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Auto elettriche, sensori, lampioni ecologici: il futuro allo scalo Romana

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Una ventina di palazzi, pubblici e privati, sperimenteranno la città del futuro: li chiamano «condomini intelligenti», e rientrano in un programma europeo da 8 milioni per 25 mila metri quadrati.
Arriva l’auto elettrica di condominio. Ma anche la bici in condivisione, il parcheggio con il sensore per indicare gli spazi liberi, il lampione che allarga il raggio di luce in relazione alle presenze rilevate, l’impianto a prova di efficienza energetica per risparmi fino al 70 per cento. Non stiamo parlando di Marte ma di Milano, dal quartiere Porta Romana giù fino a Chiaravalle. Una ventina di palazzi, pubblici e privati, sperimenteranno la città del futuro. Nel primo stabile, che è di proprietà del Comune e gestito da Mm, in via San Bernardo 29, gli interventi cominceranno in dicembre. Negli appartamenti verranno posizionati apparecchi per misurare la temperatura, l’umidità e indirettamente la qualità dell’aria. Una quarantina le famiglie coinvolte nel test pilota di un progetto dal respiro (e dal finanziamento) europeo. A seguire, entreranno nel piano i privati, che dovranno però contribuire alle spese.

Li chiamano «condomini intelligenti» e rientrano nel programma «Sharing Cities» che abbraccia tre città: oltre a Milano, Londra (con Greenwich) e Lisbona (il centro). Insieme le tre metropoli hanno proposto soluzioni per rendere le città più vivibili e affrontare le sfide ambientali più urgenti, a cominciare dalla riqualificazione energetica di interi quartieri, abbattendo le emissioni di edifici e mezzi di trasporto. Si sono aggiudicate un bando europeo da 25 milioni di euro, di cui 8,6 destinati al capoluogo lombardo: 2,1 al Comune e il resto ai partner coinvolti, tra aziende pubbliche e private, università come il Politecnico e associazioni come Legambiente. Per Milano si tratta della possibilità di garantire la riqualificazione energetica su una superficie di 25 mila metri quadrati. Ma anche di sperimentare formule e tecnologie innovative per i trasporti, gli impianti di riscaldamento e l’illuminazione pubblica.La posta in gioco è alta e infatti sono già 47 i condomini privati che hanno presentato la candidatura per partecipare al progetto, inserito all’interno del programma di ricerca e innovazione Horizon 2020. Quindici stabili hanno già approvato lo svolgimento della diagnosi energetica, preliminare agli interventi.

Il punto forte per i residenti è il car sharing. La sperimentazione prevede due auto elettriche di condominio, da utilizzare per piccoli spostamenti e con pagamento a chilometro e non a tempo. A regime saranno 62 i mezzi elettrici riservati all’area di progetto, oltre a 10 veicoli condivisi destinati alla distribuzione delle merci. In arrivo anche 150 bici elettriche in condivisione, 125 stalli di parcheggio muniti di sensori per rilevare lo stato di occupazione e 300 lampioni wi-fi dotati di tecnologie avanzatissime. La Milano del futuro tra Porta Romana e la Vettabbia (incluso l’asse Ripamonti) avrà un importante terreno di sperimentazione. «Il progetto dimostra come l’innovazione tecnologica possa essere messa al servizio dei cittadini e delle comunità territoriali al fine di migliorarne le condizioni di vita — commenta l’assessore Cristina Tajani, responsabile della giunta per “Smart City” —. E nel farlo abbiamo dato priorità ad un’area periferica della città che nei prossimi anni oltre alle risorse di questo progetto riceverà anche quelle del recentissimo “Open Agri”, per l’agricoltura sostenibile, appena assegnato a Milano dalla Commissione europea».

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