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2047 – Sights of Death

Tante vecchie star in un quasi film

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di Alessandro Capone. Con Daryl HannahNeva LeoniKai PortmanTimothy MartinBenjamin Stender  Italia 2014

Siamo in un futuro nel quale la terra, a seguito di mostruosi conflitti, è governata da una tirannica Confederazione, della quale il colonnello Asimov (Rutger Hauer) è il braccio armato. Al loro strapotere si oppone l’organizzazione GreenWar; Sponge (Danny Glover) è uno dei capi dei ribelli ed ha inviato Ryan Willburn (Stephen Baldwin) a cercare in un avamposto abbandonato le prove degli eccidi della Confederazione. L’agente scopre una montagna di cadaveri, trova il circuito integrato che contiene le prove che cercava e si imbatte in Tuag (Leoni), una ragazza con il corpo dipinto che vive nel forte; lei lo aiuta a trovare una vecchia trasmittente che gli consentirà di mettersi in contatto con Sponge per rientrare alla base ma Ryan manda un segnale non criptato per farsi raggiungere da Asimov ed affrontarlo. Questi arriva con il maggiore Anderson (Daryl Hannah), figlia di un suo ex-amico della quale è innamorato ed un manipolo di uomini; per maggior sicurezza si fa raggiungere anche dal mercenario Lobo (Michael Madsen) e dai suoi feroci guardaspalle, Jimmy (Benjamin Stander) ed Evilenko (Kai Portman).Ryan elimina i due soldati mandati ad ucciderlo, Jano (Mario Opinato) e Greshnov (Marco Bonini), mentre alcuni altri uomini del colonnello sono attaccati da un morbo mortale dovuto alle forti radiazioni. Mentre Jimmy dà fuoco ai cadaveri, Evilenko sorprende Tuag e sta per violentarla ma Ryan lo uccide   Anderson si ribella alla ferocia del comandante e viene messa agli arresti. Tuag è catturata e Ryan si consegna ad Asimov in cambio della salvezza della ragazza. Lobo lo prende in consegna ma non lo ammazza perché ha in mente di ricattare Asimov. Nello scontro finale, solo Ryan, dopo aver scoperto che Tuag era una specie di fantasma, sopravvivrà e porterà le prove che condurranno alla fine della Confederazione.

Negli anni ’90 alcune produzioni televisive nordamericane (ad esempio la Curb) avevano messo in campo piccoli tvmovie, caratterizzati da un cast pieno di ex-divi in disarmo; il risultato era commercialmente accettabile anche se le spese sopra la linea (cioè quelle relative agli interpreti principali) sacrificavano la qualità tecnica dell’insieme (in fondo anche I mercenari di Stallone hanno una logica simile ma lì, soprattutto negli ultimi due, il valore produttivo è perfettamente adeguato). Andrea Iervolino, il giovanissimo produttore del film, lavora più o meno nello stesso modo: suoi sono, ad esempio, Operazione vacanze, Outing ed E io non pago – anche questo diretto da Capone- zeppi di facce note ma non certo particolarmente curati nella confezione. Ora Iervolino, che ha anche origini canadesi, ha allargato il suo orizzonte al Nord America e il multifunzionale Capone (gli dobbiamo il farsesco Uomini sull’orlo di una crisi di nervi, lo psicanalitico art movie L’amore nascosto ma anche le ultime serie tv con Bud Spencer) lo asseconda, mettendo insieme alla meglio un filmetto pieno di vecchie, stanche glorie (la povera Sirena a Manhattan Hannah, peraltro, si era già trovata con Boldi e Salemme in Olè), con scenografie, situazioni e dialoghi al minimo sindacale.

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